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Ho visto il mondo,
quello che viene mondializzato e standardizzato
come un gioco di colori cosi diversi
che era “uno” nella luce,
“uno” in quanto diverso.
Ho saputo che l’uomo, ogni uomo,
era il centro di questo vasto affresco e che,
indipendentemente dalla sua miseria,
egli conserva nel cuore, spesso nascosta,
l’attesa di un riconoscimento
senza pregiudizi  né giudizi di valore.
Ho saputo che il mosaico umano,
quello delle culture e dei mondi,
delle nazioni e delle razze,
con le loro povertà e le loro ricchezze
era la nostra fortuna.

Olivier Fenoy, attore
Iniziatore del congresso